AVVELENAMENTO – Il Betta Splendens, come tutti i pesci può cadere vittima di avvelenamento legato a qualche sostanza presente in vasca. Molto spesso sintomi di avvelenamento vengono confusi con un sintomo di malattia. Mentre in natura un pesce che avverte il pericolo può allontanarsi rapidamente, in vasca se non siamo in grado di coglierne i sintomi rapidamente, potremmo perdere i nostri pesci proprio a causa di un avvelenamento. In questa scheda cercheremo di individuare le principali fonti di avvelenamento con i loro sintomi e l’intervento necessario per la salvaguardia del Betta e degli altri inquilini di vasca.

AVVELENAMENTO DA CO2 

                 CAUSE: generalmente si presenta in vasche dove si introduce della CO2 artificialmente. Questa non deve superare mai i 60mg/lt.

                 SINTOMI: Respirazione accelerata, boccheggiamento a pelo d’acqua, nuoto convulso, barcollamento, nuoto laterale o obliquo, paralisi, occhio vitreo.

                 INTERVENTO: interruzione della diffusione di CO2, cambi d’acqua (non oltrepassare il 30% ), ossigenazione abbondante.

                  NOTE: Il Betta e altri Anabantidi dotati di labirinto, risentono meno di altri di questo avvelenamento perchè possono prelevare l’ossigeno direttamente dall’aria.

AVVELENAMENTO DA NITRITI :

         CAUSE: Sovralimentazione, sovraffollamento, sottodimensionamento, malfunzionamento del filtro e filtro non maturo, sono le cause primarie di un innalzamento dei nitriti (NO2) in vasca, questi sono il prodotto di scarto di batteri filtranti denominati Nitrosomonas.         SINTOMI: i nitriti arrivando nel sangue tramite la respirazione branchiale con un processo di ossidazione del ferro, provocano una Metaemoglobinemia.
(trasformazione dell’emoglobina in metaemoglobina)A causa di questa, cessa il trasporto di ossigeno nel sangue ed il pesce nei casi più gravi muore per soffocamento.Piccole dosi di NO2, provocano danni alle cellule del sangue, al fegato e ad altri organi interni molto lentamente, un eccesso di NO2 provoca deformazione nei giovani in accrescimento.
Si abbassano le difese immunitarie e conseguentemente i pesci vengono attaccati da varie infezioni e parassiti che altrimenti risulterebbero innoqui.
          INTERVENTO: cambi d’acqua (non oltrepassare il 30%), ripetere per diversi giorni, se l’avvelenamento non è eccessivo, smettere di alimentare i pesci, altrimenti meglio trasferirli in una nuova vasca. Utilizzare batteri preconfezionati per sostenere il filtro. Aumentare lo scambio gassoso e la presenza di ossigeno in acqua inserendo delle porose.
Un trattamento con cloruro di sodio può essere utile per ridurre i nitrati nel sangue dei pesci, con un dosaggio di 10mg/lt di sale per ogni mg di NO2/l.

AVVELENAMENTO DA AMMONIACA :

CAUSE: Malfunzionamento del filtro, animali morti in vasca, eccesso di alimentazione.

SINTOMI: imbiancamento delle mucose, nervosismo, salti fuori vasca, inscurimenti e/o colorazioni molto sbiadite delle livree, a pH bassi, i sali d’ammonio provocano un’ipersecrezione dell’epidermide, respirazione accelerata, osservando alcuni pesci morti si notano le branchie sollevate.

INTERVENTO: cambi immediati di acqua (non eccedere del 30% per cambio) pulizia della vasca, nel caso di vasche asiatiche a pH basso, assicurarsi che questo sia al di sotto della neutralità. perchè a pH bassi si avrà ammonio ma non ammoniaca, quest’ultima molto più distruttiva. Accendere l’aeratore.

AVVELENAMENTO DA NITRATI:

      CAUSE: sovraffollamento, eccesso di alimentazione, scarsa presenza di piante e conseguente incapacità di completare il ciclo dell’azoto.

     SINTOMI: sbiadimento, nervosismo, accentuata territorialità. A lungo termine può essere causa di infezioni varie legate all’abbassamento delle difese immunitarie.

     INTERVENTO: cambi regolari dell’acqua, riequilibrio della vasca. Bilanciando n. di pesci con il litraggio della vasca,   la capacità del filtro, alimentazione e quantità di piante presenti in vasca.

     NOTE: i nitrati sono i meno tossici dei prodotti di scarto del filtro, quindi i pesci sopportano concentrazioni abbastanza alte anche superiori a 100mg/lt, tuttavia è bene mantenere questi valori sempre molto al di sotto dei limiti di tollerabilità.

AVVELENAMENTO DA CLORO:

     CAUSE: Il Cloro generalmente viene utilizzato negli acquedotti comunali per l’igienizzazione dell’acqua potabile. Una concentrazione di 4mg/lt risulta tossica per la maggior parte dei pesci e anche per il nostro Betta. Certamente un avvelenamento da Cloro per quanto raro può essere possibile.

      SINTOMI: Branchie pallide, respirazione accelerata, sbiadimento della livrea, occhi affossati.

      INTERVENTO: cambio dell’acqua con acqua decantata da almeno 24 ore. In emergenza si possono usare dei prodotti decloranti, di cui oggi il mercato abbonda.

AVVELENAMENTO DA METALLI PESANTI:

ferro, zinco, rame, manganese

CAUSE: generalmente si tratta di un accumulo in vasca dall’acqua di rubinetto non trattata. L’acqua in vasca tende ad evaporare, effettuando continui rabocchi senza cambi d’acqua le concentrazioni di questi metalli aumentano fino a divenire mortali.

SINTOMI: in alcuni casi sono asintomatiche, sopraggiunge la morte improvvisamente (zinco). In altri casi come per il ferro si noterà asfissia, boccheggiamento. Il manganese porta apatia, respirazione accelerata, perdità dell’equilibrio natatorio, ipersecrezione delle mucose, occhi opachi, paralisi.

INTERVENTO:
in ogni caso cambio d’acqua massiccio, oppure in alternativa utilizzazione di prodotti adatti alla neutralizzazione dei metalli pesanti. Anche se sarebbe meglio effettuare un cambio immediato, se non si ha avuto la possibilità di decantare l’acqua per almeno 24 ore si utilizzerà un prodotto del genere indicato.

Da quanto detto è evidente che se vediamo in vasca pesci boccheggiare in massa, sbiadire, che perdono l’equilibrio, si deve pensare  a sintomi di avvelenamento. e procedere prima di pensare ad una malattia improvvisa, alla verifica delle quantità di tali sostanze in vasca, tramite appositi test.

Per eventuali approfondimenti vi aspettiamo sul nostro forum.

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Massimo Butera
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