Il Badis badis è una specie molto interessante, ha un comportamento particolare infatti pur essendo di ridotte dimensioni è da considerarsi un pesce molto territoriale ed aggressivo, è un abile predatore, e viene anche chiamato pesce camaleonte per i suoi improvvisi cambiamenti di livrea, ad esempio se viene stressato o si spaventa. Il Badis badis appartiene alla famiglia dei Badidae, è originario del bacino del Gange ed è una specie consigliata per chi predilige il biotopo asiatico ed è alla ricerca di pesci interessanti da poter allevare.

DESCRIZIONE

I maschi adulti sono ben distinguibili dalle femmine, infatti raggiungono una taglia maggiore, circa 7 cm, e possiedono una livrea molto più colorata. La livrea dei maschi è marroncino-rosso mattone con numerose sfumature azzurre, anche le pinne e la coda hanno una colorazione azzurra; in fase di accoppiamento la livrea tende a scurire ed assume una colorazione sul blu intenso. Le femmine invece hanno una livrea più sbiadita sul marroncino chiaro-grigio, le pinne sono trasparenti senza la pigmentazione azzurra, e generalmente come taglia restano sui 4-5 cm.

Una specie simile al Badis badis, è il Dario dario (ex Badis bengalensis) che resta più piccolo, circa 3 cm, e presenta una livrea con pigmentazione rossa. Originario del sistema fluviale del Brahamaputra, nel Bengala ed Assam, vive soprattutto in piccoli stagni di acqua chiara ed abbondante vegetazione.

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maschio

femmine

 

DISTRIBUZIONE ED HABITAT

I Badis badis sono distribuiti soprattutto lungo il bacino del Gange, e si trovano nelle aree a nord dell’India e nel Bangladesh. Esistono diverse popolazioni, che hanno una differente locazione, esempi sono i Badis badis Kokrajhar dell’Assam, stato a nord dell’India,  oppure i Badis badis Gopal Ganj nel Bangladesh, o i Badis badis Jalpaiguri nello stato del Bengala sempre a nord dell’India; queste popolazioni differiscono soprattutto per piccole differenze nella colorazione della livrea.

L’habitat ideale di questi pesci è rappresentato da acque poco profonde e soprattutto con flusso lento, un ambiente specifico è il fiume Tumapao, affluente del Gange, che scorre vicino la città di Calcutta, attraversando le risaie; questo ambiente acquatico presenta una ricca vegetazione, fondale formato da sabbia e fango su cui si deposita uno strato di torbiera e l’acqua assume una leggera colorazione marrone, che deriva dalla decomposizione dello strato di torba.

 

ALLEVAMENTO

I Badis badis sono pesci che andrebbero allevati in monospecie, questo a causa del carattere territoriale ed aggressivo, anche se hanno piccole dimensioni possono comunque aggredire pesci più grandi di loro, soprattutto con pinne vistose; difficilmente più maschi riescono a convivere insieme, se non in una vasca molto grande.

Occupano per lo più la parte bassa dell’acquario, per tenere una coppia serve una vasca da circa 60 litri almeno. L’allestimento dell’acquario deve essere fatto usando un fondo in sabbia, con numerosi nascondigli che serviranno soprattutto alla femmina per trovare riparo quando l’aggressività del maschio si manifesterà in modo eccessivo. A tale scopo, possiamo piantumare gran parte della vasca, le piante che possiamo usare restando nell’ambito del loro habitat in natura sono: le Cryptocoryne, ne esistono numerose specie e crescono bene anche in zone d’ombra, ma necessitano di fondo fertile; le Microsorum, le Hygrophile, le Limnophile, il Ceratophyllum, la Vallisneria, vari tipi di muschi da legare agli arredi in vasca, il Myriophillum e la Rotala rotundifolia che però sono più esigenti in termini di luce. Per creare dei nascondigli possiamo usare dei legni, sassi, noci di cocco, o anche vasi e tane in terracotta che possono essere utilizzati anche come eventuale sito di deposizione per la coppia; sempre sul fondo possiamo inserire foglie di catappa o di quercia essiccate, che daranno all’acqua un colore leggermente ambrato. In superficie possiamo introdurre delle piante a crescita rapida, Lemna minor, Salvinia natans, Pistia stratioides, ecc che sono ottime per schermare la luce ed assorbire nitrati e fosfati dall’acqua.

Il flusso d’acqua deve essere mantenuto piuttosto lento, infatti i Badis badis sono pesci che non amano la corrente, i valori dell’acqua con cui tenere questi pesci sono: pH 6-7,5 KH 3-6 GH 4-8 e temperatura con un ampio range compreso fra i 13-27 gradi, ciò ci permette di tenerli tranquillamente a temperatura ambiente.  Ribadisco che la scelta migliore sarebbe allevarli in monospecie, però nel caso in cui si voglia allestire un acquario di comunità, compagni di vasca ideali potrebbero essere pesci poco appariscenti come i Pangio; caridine e lumache invece verrebbero facilmente predate.

 

ALIMENTAZIONE

L’alimentazione è un aspetto da non sottovalutare per chi desidera allevare i Badis badis, infatti essi non accettano il cibo secco ed hanno difficoltà ad alimentarsi perfino con il cibo congelato, basando la loro dieta quasi esclusivamente su alimenti vivi. Per cui, un consiglio importante per chi vuole tenere questi pesci, è quello di cominciare in contemporanea uno o più allevamenti anche di cibo vivo come dafnie, grindal, artemia salina, lumachine come le pisha, ecc. Importante è non sovralimentare i pesci, fornire il cibo una volta al giorno, oppure una volta ogni due giorni nel caso di alimenti più grassi tipo chironomus e larve di insetti è già sufficiente, bisogna evitare che diventino obesi, anche perchè sono pesci abbastanza statici e di poco movimento.

ripro

RIPRODUZIONE

La riproduzione dei Badis badis è il punto di arrivo per chi desidera allevare questi pesci, essi hanno bisogno di una tana per la deposizione delle uova. Durante il periodo riproduttivo il dimorfismo sessuale diventa ancora più evidente, infatti, mentre la femmina resta con una livrea chiara, il maschio diventa di un blu scuro quasi tendente al nero. Il comportamento del maschio è piuttosto aggressivo, insegue costantemente la femmina fino a quando non riesce a spingerla all’interno della tana. L’accoppiamento avviene attraverso l’abbraccio fra maschio e femmina, in questo modo il maschio avvolge più volte con il corpo la femmina e permette il rilascio delle uova.

Sono deposte dalle 30 fino ad un centinaio di uova; il compito della femmina è solo legato alla deposizione, poi è il maschio che assume il ruolo di proteggere e ventilare le uova, infatti scaccia la femmina e qualsiasi altro pesce che cerca di avvicinarsi alla tana. La schiusa avviene in un paio di giorni, le larve inizialmente non sono in grado di nuotare perchè hanno il sacco vitellino pieno ed impiegano altri 5-6 giorni per riassorbirlo completamente. Gli avannotti vengono trattenuti nella tana dal padre per circa una decina di giorni almeno, quando sono lasciati liberi sono in grado di nuotare efficacemente e vanno alla ricerca di cibo. A questo punto anche il compito del padre è terminato, anzi possono anche verificarsi episodi di predazione, per cui possiamo toglierlo dalla vasca per far crescere da soli gli avannotti. Per l’alimentazione degli avannotti possiamo usare soprattutto i naupli di artemia.

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Gerardo Colasante
Mi chiamo Gerardo Colasante e sono "acquariofilo vero" da circa 6-7 anni, il mondo sommerso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Il mio nickname CATFISH deriva dalla mia passione per i pesci da fondo, soprattutto i Loricaridi, a cui ho dedicato alcune delle mie vasche. Da qualche anno, oltre ai Biotopi Sudamericani che mi hanno sempre appassionato, mi sono avvicinato anche ai Labirintidi e agli ambienti del Sud-est Asiatico, e ho cominciato a coltivare interesse verso i Betta, sia nelle forme ornamentali, sia per i non-selezionati.
Attualmente possiedo due coppie di HMPK, una koi e l'altra marblè, e poi una bellissima coppia di Betta albimarginata locati nel bacino del fiume Sebuku nell'est Kalimantan (Borneo).