Betta albimarginata (Kottelat & NG 1994) – Del tutto simile al Betta channoides con il quale condivide il medesimo gruppo all’interno del genere Betta. Entrambe le specie si trovano nella zona Kalimantan Timur del Borneo, Indonesia. Sono stati raccolti per la prima volta nel 1993 dall’ittiologo svizzero Dr. Maurice Kottelat, che poi descrisse entrambe le queste specie di Betta con il dottor PKL Ng nel 1994.

Le specie si sono sviluppate in due bacini diversi, separati da alcune catene montuose. Non vi è dubbio che queste due specie siano strettamente imparentate, come testimonia la grande similitudine tra i due. Con molta probabilità in principio esisteva solo una singola specie, e l’evoluzione geografica dei territori del loro habitat ha portato all’isolamento geografico che li separa definitivamente.

E’ molto importante non far pervenire a contatto queste due specie ibridandole, per amore della biodiversità e per la loro conservazione; per fare ciò è importante che noi impariamo a riconoscere entrambe.

Betta channoides ed albimarginata, sono riconoscibili tra di loro da alcuni sottili ma evidenti differenze nella colorazione. Come per esempio la testa nerastra tipica dell’albimarginata.

Anche la colorazione del corpo ci aiuta ad identificare l’uno dall’altro. Osservando un maschio di albimarginata rileveremo un colore del corpo tendente al rosso mattone, mentre nel channoides virerà verso un rosso scarlatto.

Inoltre la pinna caudale del channoides è tendenzialmente più rotonda e di taglia più piccola rispetto ad un albimarginata adulto, pare inoltre che i piccoli di channoides risultino di colore nero, mentre saranno trasparenti i piccoli di albimarginata.

Rimanendo sulle caratteristiche di questo Betta è importante ricordare che, come altri pesci del sottordine degli Anabantoidei, questa specie possiede un organo accessorio per la respirazione conosciuto come “labirinto”. Questo orgono davvero particolare grazie alla sua struttura, appunto, labirintica permette ai pesci di trarre parte del proprio fabbisogno di ossigeno dall’atmosfera respirando sotto il pelo dell’acqua.

 

Etimologia

Albimarginata: dal latino albus , che significa bianco, e margo , che significa margine, alludendo ai margini delle pinne bianche.

Classificazione

Ordine : Perciformes

Famiglia : Osphronemidae

Distribuzione

Endemica nei canali di drenaggio del fiume Sebuku e nell’area della provincia di Kalimantan Timur, Indonesia e Borneo, affluente del Sungei Tikung, bacino Sungei Sebuku’.

Habitat

Abita ai margini dei corsi d’acqua, tra radici dei costoni dei ruscelli della foresta, in acque con flusso moderato e poco profonde (5-10 cm)

Dimensioni

2 – 3 cm

Layout

Un acquario con le misure di base di 60 x40 cm potrebbe ospitare una coppia per un piccolo gruppo sarebbe ideale una vasca ancora più grande intorno ai 100 cm.

Vasche ben arredate, ricche di piante, radici e rami. L’inserimento di cocci di terracotta o anche vasi crea luoghi riparati molto graditi a questo timido pesce.

Sul fondo realizzato in manado o in quarzo scuro e fine, si possono inserire delle foglie secche di catappa, oppure in alternativa di faggio o quercia.

Questi possono fornire una preziosa fonte di cibo secondaria per avannotti, tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione sono considerate benefiche per i pesci provenienti da ambienti con acque scure.

Non vuole illuminazioni intense, consigliato non superare i 0,3wt/lt, oppure schermare con piante galleggianti, questo riduce il tipo di piante che sarà possibile inserire nel layout che andiamo a ricreare.

Sarà necessario aggiungere piante acquatiche che possono sopravvivere in tali condizioni, come Microsorum, Taxiphyllum o Cryptocoryne spp. e alcune macchie di vegetazione galleggiante come la Riccia, Limnobium laevigatum, ma anche la Salvinia possono essere utilizzate.

Questa specie richiede acque acide e di conseguenza durezza carbonatica e durezza generale molto basse. L’ideale pertanto sarebbe ricorrere all’acqua osmotica o un acqua equivalente, nella quale si possono impiegare sostanze aggiuntive acidificanti come l’acido fosforico o simile, se necessario per ridurre ulteriormente i valori di pH. Rimedi naturali in tal senso sono l’inserimento delle foglie di catappa, pignette d’ontano e le foglie di faggio o quercia capaci di rilasciare tannini che riducono il pH in maniera naturale.

Abitando in acque lente sarà opportuno provvedere ad un filtraggio che non crei movimenti d’acqua eccessivi, anzi piuttosto lenti.

La vasca dovrà essere coperta, perchè come la maggior parte dei Betta è un ottimo saltatore ed occasionalmente andrà a pescare aria appena sopra il pelo dell’acqua che dovrà quindi essere comunque tiepida.

Valori dell’acqua

Temperatura:  23 – 28 ° C

pH :  4,0-6,5

Durezza totale:  8-10

Durezza carbonatica: 5-6

Alimentazione

Questo Betta è un predatore che va a caccia di insetti, piccoli crostacei, invertebrati e zooplacton.

Tuttavia in cattività normalmente accettano anche alimenti secchi, una volta che li riconoscono come alimentazione, sarebbe tuttavia raccomandabile offrire anche alimenti vivi o congelati come  Daphnia,  Artemia  o  larve di zanzara,   per assicurare lo sviluppo del colore e una condizione di salute ottimale.

Come per il Betta spl. Sembra siano particolarmente inclini all’obesità. Questo induce ad una particolare attenzione alla dieta di questo anabantide.

Comportamento e compatibilità

È un pesce questo, che dovrebbe vivere in una vasca esclusivamente dedicata alla sua specie. In una vasca di questo tipo, potremo apprezzare particolarmente le abitudini di questo splendido pesce e provvedergli un ambiente ottimale dove potrà anche riprodursi.

Se non si vuole rinunciare ad una vasca di comunità dove inserire più pesci, allora sarà necessario predisporre una vasca adeguata per lo scopo, sarà opportuno non scendere sotto il metro di lunghezza. Inserire una ricca vegetazione, dove questo timido pesce potrà andare a ricercare un po’ di tranquillità quando lo desidera.

Alcuni coinquilini che potremmo decidere di associare a questo Betta sono alcuni tipi di Botia e un gruppo di Ciprinidi, come i Danio margaritatus o le Boraras brigittae.

In una vasca che abbia queste caratteristiche minime, si potrebbe pensare di inserire due coppie di questo pesce; la presenza di più femmine, ci permetterà di osservare interessanti comportamenti all’interno dei gruppi che si andranno a formare.

Dimorfismo sessuale

I maschi adulti sono più colorati e hanno una forma della testa più ampia rispetto alle femmine.

Riproduzione

Se si desidera portare fino alla riproduzione l’albimarginata, sarebbe opportuno, se si è optato diversamente, organizzare una vasca dedicata. Questa potrebbe essere anche priva di fondo.

Essendo anche esso provvisto di labirinto è importante che la vasca sia coperta, questo inoltre è particolarmente importante per i piccoli.

Inseriamo alcune foglie di catappa, qualche nascondiglio. A questo punto possiamo inserire la coppia che intendiamo riprodurre. Dopo un corteggiamento più o meno lungo, se siamo fortunati potremo assistere al tipico “abbraccio” degli anabantidi in fase di accoppiamento, questi possono protrarsi per un po’ prima che i due decidano effettivamente di espellere le uova.

A questo punto il maschio tenderà ad utilizzare la coda come un cucchiaio per raccogliere le stesse e portarle verso la bocca della femmina, la quale le prenderà e le risputerà in acqua, dove il maschio le raccogliere portandosele in bocca, e questo affascinante rituale si ripeterà più e più volte fino a che la femmina non avrà più uova.

Alla fine, se tutto è andato bene, avranno deposto non più di una decina di uova, che il maschio incuberà per circa 10/20 giorni, la durata dipenderà anche dalla temperatura dell’acqua.

Un maschio esperto in questo periodo non accetterà cibo. Ovviamente sarebbe opportuno lasciarlo il più tranquillo possibile per evitare che stressato o spaventato decida di inghiottire le uova vanificando tutto il lavoro fatto.

Se tutto è andato bene, alla fine del suo tempo, il maschio lascerà andare i piccoli così che inizieranno a scorrazzare in vasca liberamente. A questo punto dovremo iniziare ad alimentarli dovutamente.

Alcuni lasciano i piccoli con i genitori, altri tolgono appena possibile questi ultimi nel timore di perderli predati dagli stessi. Generalmente in condizioni ottimali e genitori esperti, ciò non avviene e sarebbe quindi preferibile se i genitori si prendessero cura dei piccoli.

Questo permetterà di avere piccoli più sani ed anche capaci in futuro di portare avanti una riproduzione in maniera naturale.

Come alimentazione possiamo somministrargli, microworms, artemie, anguillole. Dovranno essere alimentati con quantità proporzionate non meno di 2/3 volte al giorno.

Riferimenti

Kottelat, M. e PKL Ng 1994 – Ittiologica Esplorazione delle acque dolci 5 (1): 65-78

diagnosi di cinque nuove specie di pesci da combattimento Banka e Borneo (Teleostei: Belontiidae).

Tan, HH e PKL Ng 2006 – Ittiologica Esplorazione delle acque dolci 17 (2): 97-114

Sei nuove specie di pesce combattente (Teleostei: Osphronemidae: Betta) dal Borneo.

Tan, HH e PKL Ng 2005 – Bollettino di Zoologia Raffles Supplement (13): 43-99

I pesci combattenti (Teleostei: Osphronemidae: Genus Betta) di Singapore, Malaysia e Brunei.

Tan, HH e PKL Ng 2005 – Bollettino di Zoologia Raffles Supplement (13): 115-138

I pesci del labirinto (Teleostei: Anabantoidei, Channoidei) di Sumatra, in Indonesia.

www.seriouslyfish.com

per le immagini:
www.ambibetta.it
www.bee-point.de
www.ikanbamburu.com

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Massimo Butera
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