Il Betta coccina è uno dei  Betta definiti Wild  che con maggiore frequenza possiamo trovare in Italia. Tale nome di derivazione latina, significa sostanzialmente scarlatto, con un chiaro richiamo al colore del corpo di un bel rosso pastoso, e  tradisce le origini Europee del suo scopritore. In questo articolo vedremo come mantenere ed allevare questa splendida varietà di Betta selvatica che risponde al nome di Betta coccina.

Diamo giusto qualche breve cenno sulla classificazione del Betta coccina:

Ordine: Perciformi

Famiglia: Osphronemidi

Detto questo, passiamo a parlare d’altro. A quanto pare, sulla base di nostre attente ricerche, sembrerebbe che questo Betta sia stato individuato per la prima volta da un grossista di pesci tropicali a Jakarta in Indonesia che lo commercializzò con il nome di “Vivaria Indonesia”, indicando la specie come proveniente dal Sumatra centrale.

Successivamente sono state individuate diverse popolazioni d questo grazioso Betta anche in altre province di Sumatra e sulla penisola Malese, dove sembra vivere in piccole paludi di torbiera ai margini della foresta fino all’interno.

Come avvenuto per molte specie di Betta immesse sul mercato ed entrate nel circuito degli allevatori di tutto il mondo, in un primo momento non si è prestata particolare attenzione alla reale provenienza dei soggetti importati, così da mescolare le diverse popolazioni. Quando tuttavia nel tempo si è preso coscienza che esistevano delle differenze morfologiche significative, sulla base della loro provenienza, per fortuna, si è iniziato ad indicare, sulla spinta degli appassionati, il luogo di raccolta. Cosa quindi molto importante, di cui tenere conto, se decidessimo di avvicinarci all’allevamento di questa bella specie di Betta. Dovremmo sempre pretendere che sia chiaramente identificata l’area di provenienza.

Come già accennato habitat tipici di questo Betta sono, pozze, corsi d’acqua di torbiera tra le fitte ed umide foreste asiatiche. Pertanto stiamo parlando di corsi d’acqua neri, con pochissima luce che penetra sul fondo, acque generalmente lente, ricche di vegetazione, spesso molto fitta, con radici e foglie in decomposizione.
Ne consegue che queste acque ricche di acidi umici in gran quantità sono acque molto tenere, con pochissimi Sali disciolti e valori di pH spesso molto bassi, addirittura fino ad un pH di 3.0/4.0. Non è raro che soggetti che si trovano nelle pozze, vengano isolati dal resto dei canali, quando finisce la stagione delle piogge. Si creano così degli “atolli” dove famiglie isolate di Coccina fissano particolari caratteristiche che li rendono ben riconoscibili dagli altri conspecifici.

Non solo, il prosciugamento di queste pozze, mette a repentaglio l’esistenza di queste famiglie ed in una sorta di selezione naturale, dove sopravvivono solo i soggetti più robusti, a volte nel fango di queste foglie prosciugate ma umide o, addirittura  schiacciati tra le foglie che si accumulano sul fondo delle pozze man mano che si asciugano. Questo rende evidente il perché della robustezza e straordinaria capacità di adattamento di questo Betta.

ALLEVAMENTO

Un acquario di almeno 60 cm sarebbe una vasca sufficientemente idonea per ospitare  un piccola popolazione di questo splendido pesce.

Le informazioni prese in considerazione solo qualche rigo più in alto, possono aiutarci ad allestire una vasca idonea al nostro Betta coccina.

Abbiamo visto che prediligono acque nere, quindi torba nel composto di filtraggio, radici, foglie di catappa in vasca  rilasceranno sostanze pregiate per i nostri Betta e saranno un substrato ideale per le colonie di microorganismi che alimenteranno i nostri avannotti nelle primissime fasi di crescita.  Acqua molto tenera, quindi forse proveniente da un impianto di osmosi, luce fioca e piante in abbondanza capaci di sopravvivere in condizioni di scarsa luminosità.

A questo proposito potremmo inserire varie specie di Cryptocorine, ma anche del Microsorum pteropus, Taxiphyllum, giusto per suggerire delle specie tipiche delle zone di provenienza del nostro Betta. Personalmente avendo le vasche illuminate con lampade a led quindi con luce parecchio intensa, ho inserito sulla superficie delle piante galleggianti, molto belle da vedere che creano un eccellente effetto wild nella vasca oltre ad essere assiduamente frequentate sotto radici dai miei ospiti.

Ovviamente vogliamo assicurarci di creare delle grotte , nascondigli vari, con vasi o tubi insabbiati dove cercheranno riparo. Un fondale morbido è l’ideale, ma si adattano bene anche ad un ghiaino di piccole dimensioni scuro,con le loro livree accese ed intense dimostreranno di gradire questo tipo di layout.

La menzione delle piante galleggianti non deve indurci ad optare per una vasca scoperta, particolarmente sgradita per i nostri ospiti a causa della loro natura che li porta a prendere boccate d’ossigeno anche dalla superficie dell’acqua, dove è necessario, al fine di evitare malattie, che questa sia calda. Oltre al non trascurabile rischio di salti, soprattutto notturni, che provocherebbero la morte di diversi pesci.

Stiamo ovviamente parlando di una vasca tropicale quindi :

Temperatura :   22/30° C

PH :                      4,0/6,0           preferendo sempre valori bassi

Durezza Totale:  0 /90 ppm     anche in questo caso preferiamo valori tendenzialmente inferiori *

Queste poche indicazioni, potranno sicuramente aiutarci a crescere e riprodurre in maniera ottimale i nostri Coccina.

*(Ovviamente valori prossimi allo 0 possono provocare oscillazioni pericolose del pH, pertanto sulla base della nostra esperienza sarà utile soffermarsi su valori medi, diciamo 50 ppm)

Per altre informazioni sull’allevamento del Coccina vi invitiamo a venirci a trovare sul nostro forum.

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Massimo Butera
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