Il genere Betta comprende circa una settantina di specie, ma questo numero è destinato ad aumentare nel tempo perchè ci sono ancora molte specie non classificate. Una delle specie di Betta da poco scoperte è il piccolo Betta riau, inizialmente chiamato Betta new-red per la sua livrea rosso intenso, questa nuova specie raggiunge una taglia di appena 3-3.5 cm.

Il Betta riau è stato inserito nel COMPLESSO COCCINA, i membri di questo gruppo sono tutti di piccole dimensioni, ed incubano le loro uova all’interno del nido di bolle, tuttavia questo non viene fatto sulla superficie dell’acqua, ma viene fatto in sommersione, come ad esempio sotto foglie che stanno al pelo d’acqua; per permettere l’ancoraggio del nido sarebbe meglio fornirgli un supporto. Il complesso Coccina comprende oltre al Betta riau anche le seguenti specie:

Betta brownorum
Betta burdigala
Betta coccina
Betta livida
Betta miniopinna
Betta persephone
Betta rutilans
Betta tussyae
Betta uberis

questi Betta hanno tutti la livrea rossa, ad eccezione del B. hendra, B. persephone e B. miniopinna che invece presentano una colorazione verdastro scuro, hanno dimensioni ridotte non superiori ai 4 cm, possiedono 9 vertebre nel corpo, a differenza delle 10-12 di altre specie di Betta. La maggioranza di questi  possiede una macchia di riconoscimento nella parte laterale del corpo, e sono tutte specie che vivono in aree palustri, torbide e poco profonde, all’interno della foresta pluviale.

Il Betta riau è originario dell’isola di Sumatra, il suo habitat è costituito da piccoli corsi d’acqua, pozze ed acquitrini poco profondi, presenti all’interno della foresta pluviale, caratterizzati da acqua ferma e torbida. Questo ambiente è molto condizionato dalla foresta equatoriale circostante, infatti sul fondale degli acquitrini si forma uno strato di torbiera costituito dal materiale organico in decomposizione, il quale rilascia in acqua una grande quantità di tannini che sono responsabili del colore ambrato, ed acidi umici che mantengono il pH a valori acidi. Queste acque per lo più stagnanti, sono anche povere di ossigeno, ma i Betta che vivono in questo habitat riescono bene a tollerare questa condizione poichè possono assumere l’ossigeno direttamente respirando aria. Come già spiegato più volte, i Betta possiedono un organo ausiliario a livello delle branchie, chiamato LABIRINTO, attraverso cui l’ossigeno atmosferico può diffondere direttamente nel sangue.

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Il Betta riau, tenendo presente come concetto fondamentale la preservazione delle specie selvatiche, deve essere allevato in monospecie, per questo motivo possiamo tenere una coppia in un acquario dedicato da 40-50 litri.  Anche se i Betta non selezionati possiedono una minore aggressività rispetto ai Betta ornamentali, e spesso possono vivere anche in colonia, questo non è il caso del Betta riau, piccolo ma allo stesso tempo territoriale e dal comportamento piuttosto aggressivo verso altri simili. Per tale motivo, sarebbe meglio evitare la convivenza di più maschi insieme, ma limitarci a tenere una sola coppia in acquario.

riau4 - Copia

L’allestimento dell’acquario deve essere fatto usando un fondo scuro, che si preferisce ai fondi chiari poichè non riflette la luce; il punto principale dell’allestimento è ottenere una folta piantumazione dell’acquario, in questo modo possiamo dare tranquillità ai pesci, riducendo anche  il contatto visivo fra maschio e femmina, e ciò è un bene soprattutto per smorzare i momenti in cui l’aggressività del maschio si accentua, come durante la preparazione del nido di bolle. Generalmente è meglio usare piante facili, che necessitano di poca luce, come Microsorum, Cryptocoryne di varie specie che sono quelle che meglio si adattano a diverse condizioni di luce, le Hygrophile, il Ceratophyllum, vanno bene anche i muschi; inoltre, molto importanti sono anche le piante galleggianti, che svolgono diverse funzioni essenziali: schermano la luce e ciò è molto importante perchè in natura sono Betta che vivono in condizioni di scarsa illuminazione; fungono da supporto per la formazione del nido di bolle, e poi assorbono nitrati e fosfati dall’acqua. Possiamo completare l’allestimento con qualche radice,  possiamo anche inserire delle noci di cocco tagliate che fungono da nascondiglio, e poi delle foglie di catappa o di quercia essiccate, che andranno a formare una sorta di lettiera sul fondo. La catoppa è molto utile per ricreare le condizioni del suo habitat in natura, infatti oltre a rilasciare tannini che ambrano l’acqua, cede anche acidi umici che abbassano il pH e svolgono un azione battericida naturale.

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L’acquario va tenuto chiuso, ricordo che questi labirintidi hanno necessità di respirare aria caldo-umida come quella che si forma sotto il coperchio dell’acquario; il flusso d’acqua deve essere molto lento. I valori dell’acqua per allevare dei Betta riau devono rispecchiare quelli dell’ambiente da cui provengono, per cui è necessaria acqua molto tenera,  con un KH compreso fra 3-5, pH 5-6.5, e temperatura di 24-30 gradi; per ottenere tali valori non possiamo esimerci dall’utilizzare dell’acqua osmosi.

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Il Betta riau in natura è probabilmente un predatore di piccoli insetti, larve ed altri micro-invertebrati; la sua alimentazione in acquario dovrebbe essere basata soprattutto su cibo vivo o surgelato, il cibo secco è meglio non utilizzarlo, o usarlo molto poco. Fra gli alimenti graditi ci sono artemia, tubifex, dafnie, chironomus, ecc.

La riproduzione è lo scopo principale di chi decide di allevare Betta selvati al fine di preservarne la specie, anche il Betta riau come tutti i membri della famiglia degli Osphranemidae si accoppia attraverso l’abbraccio fra maschio e femmina che porta alla deposizione delle uova.  Il maschio mentre prepara il nido è abbastanza aggressivo, quando la femmina è pronta a deporre assume la livrea da riproduzione, e si formano delle bande verticali sul corpo;  a questo punto può avvenire l’accoppiamento che si verifica nei pressi del nido.

L’accoppiamento consiste nell’abbraccio del maschio alla femmina che l’avvolge con il corpo e permette l’espulsione delle uova; i primi tentativi possono andare a vuoto, poi avviene un abbraccio completo e sono rilasciate una parte delle uova contenute dalla femmina, il maschio contemporaneamente le feconda e queste cadono verso il fondo mentre i pesci restano per qualche secondo stremati. Parte delle uova sono trattenute dalla femmina fra le pinne pelviche, il maschio le preleva e le posiziona nel nido; un’altra parte cadono sul fondo e vengono raccolte dalla femmina, che aiuta il maschio a posizionarle. Per la deposizione completa sono necessari diversi abbracci, per cui questo evento avviene a tappe.

I Betta riau possono produrre circa una decina di uova, i genitori possono essere lasciati in vasca insieme agli avannotti senza grossi problemi. Il periodo di incubazione è di 24-48 ore, si formano cosi delle larve microscopiche che non sono in grado di nuotare e restano legate al nido fino a quando non hanno riassorbito il sacco vitellino. Per i primi 4 giorni circa, le larve assumono nutrimento dal sacco vitellino, poi una volta che questo è stato riassorbito, gli avannotti cominciano il nuoto libero ed hanno bisogno di essere alimentati.

Allevare specie wild e ricreare in acquario un ambiente simile al loro habitat in natura rappresenta una sfida molto stimolante, e che ci può regalare grandi soddisfazioni, prima su tutti riuscire a portare a casa nostra un angolo di natura; ma implica anche una certa responsabilità, poichè bisogna preservare queste specie e lo possiamo fare solo allevando questi Betta in purezza, rispettando le loro esigenze, e facendo in modo che questi si riproducano, in modo da avere una continuità di progetto grazie alla progenie.

Note: le foto presenti nell’articolo sono state scattate da Massimo Butera che possiede diverse coppie di Betta riau in vasche dedicate.

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Gerardo Colasante
Mi chiamo Gerardo Colasante e sono "acquariofilo vero" da circa 6-7 anni, il mondo sommerso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Il mio nickname CATFISH deriva dalla mia passione per i pesci da fondo, soprattutto i Loricaridi, a cui ho dedicato alcune delle mie vasche. Da qualche anno, oltre ai Biotopi Sudamericani che mi hanno sempre appassionato, mi sono avvicinato anche ai Labirintidi e agli ambienti del Sud-est Asiatico, e ho cominciato a coltivare interesse verso i Betta, sia nelle forme ornamentali, sia per i non-selezionati.
Attualmente possiedo due coppie di HMPK, una koi e l'altra marblè, e poi una bellissima coppia di Betta albimarginata locati nel bacino del fiume Sebuku nell'est Kalimantan (Borneo).