I Betta unimaculata fanno parte della famiglia degli Osphronemidae, e rientrano nella sottofamiglia dei Macropodusinae; gli unimaculata possono distinguersi in più varietà che si differenziano per il luogo di origine, e per variazioni nella colorazione della livrea. Questi Betta sono incubatori orali e se scegliamo di allevarli, è necessario conoscere il luogo di provenienza dei pesci che andiamo ad acquistare, questo perchè le diverse varietà di unimaculata non vanno ibridate, mantenere le linee pure è un obiettivo importante per la conservazione della specie.

Appartengono al gruppo degli UNIMACULATA le seguenti specie di Betta:

Betta compucta, Betta macrostoma, Betta ocellata, Betta gladiator, Betta patoti, Betta pallifina, Betta ideii e Betta unimaculata

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DESCRIZIONE

La varietà più comune è il Betta unimaculata del Sungai, un’area presente nel bacino del fiume Mahakam, nel Borneo indonesiano; questa varietà presenta, come gli altri Betta unimaculata, il corpo lungo e snello, la testa grande con la mandibola inferiore leggermente sporgente, la pinna dorsale stretta e leggermente a punta, la pinna anale molto lunga, la coda ha una forma arrotondata.

La colorazione della livrea è sul marrone, i maschi presentano delle iridescenze sugli opercoli branchiali, e possono avere sfumature azzurre che partono dalla testa, continuano lungo il dorso e all’interno delle pinne. Gli esemplari maschi, più grandi delle femmine, possono anche superare i 12 cm di taglia.

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DISTRIBUZIONE ED HABITAT

I Betta unimaculata sono originari della foresta del Borneo, possiamo trovarli soprattutto in alcune aree che si trovano sul bacino del fiume Mahakam, ad esempio abbiamo i Betta unimaculata del Sungai, i Betta unimaculata del Howong, i Betta unimaculata Muara wahau; queste popolazioni di unimaculata  si trovano nella regione del Kalimantan, che rappresenta il Borneo indonesiano. In base alla località di origine, viene attribuito un appellativo a questi Betta in modo che possiamo distinguere le diverse varietà esistenti. Alcuni Betta unimaculata sono presenti anche nel Borneo malese, precisamente nella regione di Sabah.

Il loro habitat in natura è molto vario, infatti sono stati trovati esemplari di unimaculata sia presso la sorgente di ruscelli con acqua limpida, sia in corsi d’acqua presenti all’interno della foresta pluviale, dove la fitta vegetazione della foresta incide molto sulla chimica dell’acqua. I corsi d’acqua in quest’area accumulano una grande quantità di materiale organico sul fondale, il quale andando in decomposizione forma uno strato di torbiera che rilascia acidi umici e tannini, causando la torbidità dell’acqua ed il pH acido. Inoltre questa area è sottoposta alla stagione dei monsoni, per cui anche la stagionalità va ad incidere sull’ambiente dei Betta. I Betta unimaculata trovano spesso riparo fra le radici sommerse degli alberi, o fra i legni che si deposita sul fondale dei corsi d’acqua.

La foresta del Borneo rappresenta il luogo di origine anche di altri Betta che appartengono al complesso degli UNIMACULATA, come ad esempio i macrostoma e gli ocellata.

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ALLEVAMENTO

I Betta unimaculata possono essere allevati in coppia, oppure in gruppo come due maschi ed una femmina. La vasca deve essere almeno 80 cm di lato lungo, il flusso d’acqua deve essere tenuto lento e dobbiamo creare un ambiente adatto che serva a dare tranquillità ai Betta e possa facilitare a riproduzione di questi pesci.

Innanzitutto dobbiamo creare molti nascondigli, possiamo usare molti legni, delle tane in terracotta, e possiamo anche inserire varie foglie di catappa in modo da ottenere una sorta di lettiera sul fondo. Le foglie di catappa sono molto utili poichè rilasciano in acqua tannini ed acidi umici che hanno un’azione benefica sulla mucosa dei pesci, abbassano il pH e quindi hanno una blanda azione battericida e contribuiscono ad ambrare l’acqua.

Inoltre, dalla loro decomposizione può proliferare la microfauna in acquario, molto utile soprattutto per l’alimentazione degli avannotti. Possiamo anche introdurre delle piante per il fondo, Microsorum, Cryptocoryne ed Anubias sono le ideali, e soprattutto piante di superficie che schermano la luce sul fondo.

L’illuminazione deve essere bassa, e bisogna tenere la vasca rigorosamente chiusa; infatti, come altri Betta, anche gli unimaculata sono dei LABIRINTIDI e necessitano di respirare aria atmosferica. Per questo motivo l’aria presente sopra l’acquario non deve essere troppo fredda, altrimenti con il tempo i Betta possono indebolirsi ed ammalarsi.

Per allevare i Betta unimaculata sarebbe meglio usare acqua molto tenera, il KH deve essere compreso fra 3-6, il pH 5-7 e la temperatura intorno ai 22-26 gradi. Se desideriamo allestire un acquario asiatico di comunità con un gruppo di unimaculata, allora possibili compagni di vasca potrebbero essere piccoli Ciprinidi, e alcuni Botia nani o Pangio per il fondo; bisogna però ricordare che più pesci ci sono in vasca, e più andiamo a disturbare l’incubazione delle uova da parte del maschio.

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ALIMENTAZIONE

In natura, i Betta unimaculata sono predatori di piccoli invertebrati come insetti, larve, crostacei. In acquario devono essere alimentati soprattutto con cibo vivo o congelato come dafnie, artemia salina, chironomus, tubifex; in genere, riescono anche ad abituarsi al cibo secco. Voglio ricordare che non vanno alimentati in modo eccessivo, in quanto sono soggetti ad obesità.

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RIPRODUZIONE

Il dimorfismo sessuale nei pesci adulti è abbastanza evidente, i maschi si distinguono dalle femmine per dimensioni, colorazione e forma; infatti, gli esemplari maschi sono più grandi, possiedono la testa più ampia ed anche le pinne più sviluppate, anche la colorazione è molto più intensa.

Il modo ideale per avere una buona coppia è far crescere insieme un gruppo di giovani esemplari, da cui poi si selezionerà la coppia spontaneamente. Infatti, inserendo direttamente in vasca un maschio ed una femmina, c’è la possibilità che questi non riescano a tollerarsi.

Detto questo, il corteggiamento è piuttosto lungo, e quando i Betta sono pronti all’accoppiamento si verifica il classico abbraccio con cui il maschio avvolge la femmina e la spreme per far fuoriuscire le uova. La deposizione avviene in più fasi, inizialmente i primi tentativi possono andare a vuoto, poi sono rilasciate un po di uova per volta, e quindi l’abbraccio fra maschio e femmina si ripete più volte fino a che la femmina non ha espulso tutte le sue uova.

Ogni volta che avviene un abbraccio, una parte delle uova sono rilasciate e fecondate; in questa specie è il maschio che va a raccogliere le uova sul fondo, e solo quando le ha raccolte tutte, allora è di nuovo pronto all’accoppiamento. Il maschio incuba le uova per un periodo di 1o-15 giorni, gli avannotti sono poi rilasciati quando hanno completato pienamente lo sviluppo.

Durante l’incubazione è molto importante non infastidire il maschio in modo che questi non sputi le uova prematuramente o le ingoi; alcuni allevatori preferiscono non rimuovere la femmina, proprio per non creare caos in acquario. Tuttavia però, in alcuni casi è necessario toglierla dall’acquario, poichè essa può continuamente infastidire il maschio.

Gli avannotti rilasciati hanno già una buona dimensione, solitamente sui 5 mm, e possono essere alimentati da subito. Possiamo fornirgli naupli di artemia e microworms, almeno 2-3 volte al giorno in piccole porzioni.

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Gerardo Colasante
Mi chiamo Gerardo Colasante e sono "acquariofilo vero" da circa 6-7 anni, il mondo sommerso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Il mio nickname CATFISH deriva dalla mia passione per i pesci da fondo, soprattutto i Loricaridi, a cui ho dedicato alcune delle mie vasche. Da qualche anno, oltre ai Biotopi Sudamericani che mi hanno sempre appassionato, mi sono avvicinato anche ai Labirintidi e agli ambienti del Sud-est Asiatico, e ho cominciato a coltivare interesse verso i Betta, sia nelle forme ornamentali, sia per i non-selezionati.
Attualmente possiedo due coppie di HMPK, una koi e l'altra marblè, e poi una bellissima coppia di Betta albimarginata locati nel bacino del fiume Sebuku nell'est Kalimantan (Borneo).