Il Betta splendens non è solo quello che vediamo comunemente nei negozi di acquariofilia, che si presenta con le sue bellissime pinne lunghe e con forme varie: halfmoon, crowntail, vetail, rosetail, doubletail, fino ad arrivare al plakat che rappresenta la varietà che più si avvicina alla forma wild. Il Betta splendens è originario della Thailandia centrale ed è poi stato selezionato dall’uomo nel corso degli anni per scopi ornamentali e per il combattimento, accentuando cosi quell’aggressività innata che esiste fra i maschi. In questo articolo non ci interessano le forme selezionate, bensì ci soffermeremo esclusivamente sul Betta splendens selvatico, e sui membri del COMPLESSO SPLENDENS, allo scopo di favorire un approccio più naturalistico verso questi Labirintidi.

L’intento è quello di far conoscere meglio il Betta splendens nella sua forma ancestrale,  partendo dal suo habitat in natura, e soffermandoci sulle sue abitudini, dall’alimentazione  al comportamento;  in modo da favorire una maggiore cultura acquariofila sia verso le forme non selezionate che sono altrettanto belle ed interessanti, sia anche per dare informazioni utili per l’allevamento delle forme ornamentali, le quali pur avendo subito anni di selezione, possiedono ugualmente esigenze simili alle specie selvatiche.

Innanzitutto il Betta splendens fa parte del COMPLESSO SPLENDENS insieme a:

Betta imbellis
Betta mahachaiensis
Betta siamorientalis
Betta smaragdina
Betta stiktos

i membri del complesso Splendens possiedono alcune caratteristiche morfologiche in comune, come: lungezza della testa che è circa il 22-30% del corpo, l’iride dell’occhio presenta iridescenze verdi ed azzurre, forma del corpo piuttosto snella, iridescenze verdi/azzurre sui raggi della coda che ha una colorazione di base rossa/marroncino, 7-9 raggi nella pinna dorsale e 21-26 raggi nella pinna anale, ecc.

Il Betta splendens come detto è originario della Thailandia centrale, dove vive in aree palustri, risaie, canali ed anche piccoli ruscelli. Può essere considerato un pesce molto resistente, capace di sopravvivere in pozze d’acqua con bassa concentrazione di ossigeno, ed è dotato di un’ottima capacità di adattamento, infatti negli ultimi anni si è diffuso anche nelle paludi costiere che sono prevalentemente salmastre e rappresentano il regno delle mangrovie.  La capacità di resistere in condizioni di ipossia è dovuta soprattutto al LABIRINTO, un organo ausiliario che gli permette di assumere ossigeno direttamente dall’aria atmosferica; infatti l’aria ingerita, attraverso la cavità orale raggiunge il labirinto, che è formato da una serie di sottili lamelle riccamente vascolarizzate ed in questo modo l’ossigeno dall’aria può diffondersi direttamente nel sangue attraverso i capillari.

Le aree palustri, le risaie, i canali, sono un ambiente caratterizzato da pochi centimetri di acqua ed una fitta vegetazione, per questo motivo possiamo considerare il Betta splendens come un pesce solitario, abituato ad avere un proprio territorio, in cui il contatto visivo con altri pesci è realmente ridotto al minimo. In questo habitat troviamo acqua molto tenera, con una bassissima durezza carbonatica; il materiale organico in decomposizione presente sui fondali arricchisce l’acqua di tannini ed acidi umici, per cui abbiamo una certa torbidità ed il pH si mantiene verso valori acidi; il clima è caldo-umido, con la temperatura che varia dai 22 ai 30 gradi, spesso le condizioni ambientali sono soggette alla stagionalità e all’arrivo delle piogge.

habitat-betta

 

sumatra

borneo-betta - Copia

Il Betta splendens raggiunge i 6 cm di taglia, i maschi sono ben riconoscibili perchè hanno pinne più sviluppate ed una colorazione più intensa. Per allevare una coppia abbiamo bisogno di un acquario da 60 litri; un vantaggio che ci offre l’allevamento delle specie non selezionate è che possiamo anche pensare di formare una colonia, avendo a disposizione un acquario delle opportune dimensioni. Infatti, l’aggressività fra i maschi non è cosi sviluppata come per i Betta ornamentali, ed essi possono anche convivere in una vasca ben piantumata. Diciamo che la presenza di una rigogliosa flora acquatica è un punto fondamentale per allestire un acquario per i Betta sia che siano wild, sia che siano varietà selezionate; l’allestimento dell’acquario deve essere fatto usando un fondo scuro, che riflette poco la luce, qualche bella radice decorativa e poi possiamo inserire delle piante di superficie che hanno un ruolo importante. Infatti, le piante di superficie sono un ottimo supporto per la formazione del nido di bolle, e sono utili perchè assorbono nitrati e fosfati dall’acqua. Il flusso dell’acqua deve essere abbastanza lento, sarebbe meglio ambrare l’acqua e aggiungere acidi umici attraverso le foglie di catappa o filtrando su torba; altro aspetto importante è mantenere l’acquario chiuso sia perchè i Betta sono degli ottimi saltatori, sia perchè hanno necessità di respirare aria caldo-umida come quella che si forma sotto il coperchio dell’acquario. Soprattutto per gli avannotti che cominciano a sviluppare il labirinto, è necessario che l’aria sopra all’acquario debba tenere determinate caratteristiche.

Betta-splendens-wild-form

Betta_splendens_female

 

Anche il Betta imbellis, originario del sud della Thailandia, e diffuso anche in Malesia ed a nord di Sumatra, vive soprattutto nelle aree palustri, risaie e piccoli ruscelli, caratterizzati sempre da pochi centimetri d’acqua ed una fitta vegetazione. Leggermente più piccolo del Betta splendens, una coppia può essere allevata in 50-60 litri, tenendo sempre presente che le condizioni di allevamento sono simili a quelle necessarie per il Betta splendens.

Il Betta imbellis si differenzia dal siamorientalis per la presenza delle iridescenze azzurre sugli opercoli branchiali.

imbellis

 

Il Betta smaragdina è originario della Thailandia orientale, precisamente è nativo del Khorat, un altopiano attraversato da vari affluenti del fiume Meckong; questa specie vive sempre in aree palustri, risaie, fossati e canali, ambienti caratterizzati da pochi centimetri di acqua, spesso molto torbida per la lettiera in decomposizione sul fondale, e con carenza di ossigeno. Raggiunge i 5-6 cm di taglia, è anch’essa una specie molto resistente che richiede un acquario di 50-60 litri per poter allevare una coppia. Il Betta smaragdina si adatta bene a diversi valori di acqua, anche se preferibilmente è meglio tenerlo in acqua tenera con un pH compreso fra 5.5 e 7.

smaragdina

 

Il Betta mahachaiensis è nativo della Thailandia centrale, questa specie vive soprattutto nelle zone costiere ed il suo habitat corrisponde per lo più alle paludi di acqua salmastra, infatti forma il nido fra le radici di mangrovia o fra i rami di palma. Raggiunge una taglia di 5-6 cm, per allevare una coppia abbiamo bisogno di un acquario da 50-60 litri; questa specie si differenzia dagli altri membri del gruppo Splendens perchè necessita di valori di acqua particolari, con un KH più alto e pH compreso fra 7-8.5. L’allestimento dell’acquario deve essere fatto in modo simile alle altre specie del complesso, quindi un fondo scuro, molte piante, possiamo utilizzare anche il muschio che radica ovunque ed ha poche pretese di luce, flusso lento e vasca rigorosamente chiusa.

mahachaiensis

 

Il Betta siamorientalis è originario della Thailandia orientale, lo troviamo anche nella Cambogia occidentale e nel Vietnam; esso vive sempre in aree palustri, piccoli corsi d’acqua, canali e fossati con acqua bassa, torbida e flusso lento. Spesso trova rifugio fra la fitta vegetazione, in queste zone cresce abbondante l’Eleocharis dulcis.

Il Betta siamorientalis è la specie più piccola di questo complesso insieme al Betta stiktos, infatti raggiunge appena i 3.5 cm di taglia, per una coppia abbiamo bisogno di un acquario da 50 litri. L’allestimento della vasca deve essere fatto usando piante poco esigenti, ad esempio Microsorum e Cryptocoryne, sono ideali; possiamo inserire delle foglie di catappa per il fondo, utili per ambrare l’acque e rilasciare acidi umici; l’acqua deve essere tenera, con un pH compreso fra 5.5 e 7.

siamorientalis

sumatra2 - Copia

 

Il Betta stiktos è quello meno conosciuto,  raggiunge piccole dimensioni comprese fra i 3-3.5 cm, ed è diffuso soprattutto in Cambogia, dove vive nelle aree palustri che si sono formate per drenaggio del fiume Mekong. Possiamo allevare una coppia in un acquario da 40-50 litri; l’allestimento della vasca deve essere fatto in modo simile alle altre specie sopra citate, per cui qualche pianta facile come Microsorum e Cryptocoryne, qualche foglia di catappa, possiamo aggiungere delle piante galleggianti, senza dimenticare che la vasca va tenuta rigorosamente chiusa.

stiktos

stiktos (2)

Questi Betta in natura sono soprattutto predatori di insetti, larve ed altri piccoli invertebrati. Chi decide di allevare una specie non selezionata, deve tener presente che sull’alimentazione hanno esigenze un po più particolari, infatti bisognerebbe accantonare il cibo secco e basare la loro dieta quasi esclusivamente su cibo vivo o congelato, quindi artemia, chironomus, dafnie, tubifex, ecc saranno molto graditi.

Le specie del complesso Splendens formano tutte il nido di bolle superficiale all’interno del quale vengono incubate le uova; l’accoppiamento avviene sempre attraverso l’abbraccio fra maschio e femmina, che è una caratteristica di tutti i membri della famiglia degli OSPHRONEMIDAE.

Quando il maschio prepara il nido di bolle, diventa molto più aggressivo nei confronti della femmina e non tollera la sua vicinanza; una volta che il nido è pronto, e la femmina è gonfia di uova, allora questa assume la livrea riproduttiva e saranno evidenti delle bande scure trasversali sul suo corpo, ciò indica che può avvenire l’accoppiamento. La deposizione delle uova avviene a tappe, sono necessari diversi abbracci fra maschio e femmina, con i primi tentativi che vanno a vuoto, in seguito le uova vengono rilasciate un po per volta. L’abbraccio è un processo dispendioso, infatti subito dopo il maschio resta per qualche secondo stremato, poi comincia a raccogliere le uova fecondate che sono cadute sul fondo; alla raccolta spesso partecipa anche la femmina.

Le uova vengono poste nel nido di bolle, il periodo di incubazione va dalle 24 alle 48 ore, poi avremo la nascita delle larve che hanno dimensioni microscopiche. Le larve impiegano altri 4 giorni per riassorbire il sacco vitellino, in questa fase non hanno bisogno di nutrimento e non riescono ancora a nuotare, ma restano ancora legate al nido di bolle. Quando hanno assorbito finalmente il sacco vitellino, allora gli avannotti iniziano il nuoto libero e necessitano di essere alimentati.

Allevare Betta non selezionati, cercando di ricreare le condizioni del loro habitat in natura può regalarci grandi soddisfazioni, avremo a casa nostra un angolo di natura e metteremo nelle migliori condizioni possibili i pesci che vogliamo allevare. Per certi versi possiamo considerare l’acquariofilia come un hobby egoista, per questo dobbiamo cercare di rispettare quanto più possibile le esigenze dei nostri pesci, e possiamo anche contribuire alla salvaguardia delle specie wild allevando gli esemplari in purezza.  Attingere informazioni sull’ambiente in cui essi vivono , cercando di ricreare tale condizioni anche in acquario, per quanto ci è più possibile, è una sorta di rispetto nei loro confronti.

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Gerardo Colasante
Mi chiamo Gerardo Colasante e sono "acquariofilo vero" da circa 6-7 anni, il mondo sommerso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Il mio nickname CATFISH deriva dalla mia passione per i pesci da fondo, soprattutto i Loricaridi, a cui ho dedicato alcune delle mie vasche. Da qualche anno, oltre ai Biotopi Sudamericani che mi hanno sempre appassionato, mi sono avvicinato anche ai Labirintidi e agli ambienti del Sud-est Asiatico, e ho cominciato a coltivare interesse verso i Betta, sia nelle forme ornamentali, sia per i non-selezionati.
Attualmente possiedo due coppie di HMPK, una koi e l'altra marblè, e poi una bellissima coppia di Betta albimarginata locati nel bacino del fiume Sebuku nell'est Kalimantan (Borneo).