Il Sud-Est Asiatico è  spesso un punto di riferimento per chi ha la passione dell’acquariofilia,  essendo questo un territorio molto esteso, in cui possiamo trovare una grande varietà di ambienti  acquatici differenti; possiamo restare affascinati dalla complessità di questi habitat , per le tantissime specie che popolano queste acque e per le molte piante che vi sono presenti, da quelle che crescono rigogliose nelle acque limpide degli stagni assolati, a quelle che si adattano alle zone d’ombra, e alle acque torbide che attraversano la foresta pluviale.

Detto questo, il Sud-Est Asiatico non è solo la patria di molti Labirintidi che colonizzano principalmente le acque ferme di questi ambienti: le aree palustri delle risaie, i piccoli corsi d’acqua e canali ricchi di vegetazione, gli acquitrini presenti all’interno della foresta tropicale; ma ci sono specie che vivono in acque veloci, come i torrenti ed i ruscelli montuosi, caratterizzati da una forte corrente d’acqua che favorisce una elevata ossigenazione, indispensabile per la sopravvivenza di questi pesci.

L’habitat di queste acque veloci è popolato da diverse specie, fra cui i Balitoridi, una famiglia di pesci che negli ultimi anni ha avuto una notevole diffusione nel commercio acquariofilo; spesso la vendita di queste specie viene fatta in modo inconsapevole, tralasciando quali sono le loro esigenze e come bisognerebbe ricreare le condizioni del loro ambiente d’origine. La famiglia dei Balitoridi comprende due sottofamiglie, i Balitorinae ed i Nemacheilinae; la sottofamiglia dei Balitorinae presenta i generi che sono maggiormente conosciuti in ambito acquariofilo, fra cui: Euforbia, Gastromyzon, Pseudogastromyzon, Sewellia, Crossostoma, ecc.

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I Balitoridi sono pesci particolari, paragonabili a delle piccole sogliole d’acqua dolce per la loro forma schiacciata, essi hanno un pattern molto diversificato con un incredibile varietà di forme e colori. Il loro habitat corrisponde soprattutto a ruscelli e torrenti montuosi, caratterizzati da acque limpide, poco profonde e con una forte corrente. Il fondale di questi corsi d’acqua, che rappresenta la zona popolata da questo tipo di pesci, è composto in prevalenza da ghiaia e numerosi ciottoli, che esposti alla luce del sole e grazie alla limpidità delle acque, si ricoprono di un’abbondante copertura algale, che è alla base della loro alimentazione. Spesso possiamo trovare i Balitoridi  presso le sorgenti dei fiumi, cosi come avviene per alcuni importanti sistemi fluviali che attraversano la foresta del Borneo.

L’habitat delle sorgenti rappresenta quelle condizioni ambientali ideali per le loro esigenze; queste condizioni sono essenzialmente due: la forte corrente che permette un’elevata ossigenazione delle acque, infatti i Balitoridi necessitano di acqua satura di ossigeno, e soffrirebbero notevolmente in ambienti con acqua troppo ferma. E poi una temperatura che si mantiene fra i 18-24 gradi, in quanto sono pesci che debbono vivere in acque fresche, perchè con un aumento eccessivo della temperatura si andrebbe a ridurre la quantità di ossigeno disciolto in acqua.

La loro forma schiacciata gli permette di aderire agevolmente ai sassi presenti lungo i torrenti, anche la bocca a ventosa è uno strumento che serve per ancorarsi alle rocce, in questo modo riescono a muoversi anche in condizioni di forte corrente. L’acqua ha per lo più una durezza bassa, ed il pH si mantiene sul neutro.

Per allevare un gruppo di Balitoridi, abbiamo bisogno di una vasca da 80-100 litri, in cui ci deve essere un un buon flusso d’acqua ed un’alta ossigenazione; il fondo deve essere in prevalenza sabbioso con numerosi sassi, indispensabile anche una buona illuminazione in modo che favorisca la formazione di alghe. Le piante devono essere robuste ed adatte a vivere in corrente, vanno bene le Cryptocoryne, Microsorum, e per la zona posteriore, la Vallisneria. Sono pesci che hanno un comportamento apparentemente tranquillo, ma i maschi possiedono una certa territorialità ed è necessario per questo motivo che l’acquario sia suddiviso in numerosi territori, delimitati da sassi e legni.

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Un’altro genere di pesci che popolano prevalentemente le acque veloci nell’Asia orientale sono i Rhinogobius appartenenti alla famiglia dei Gobidi, di cui fanno parte diverse specie, ma solo poche sono conosciute in ambito acquariofilo. I Rinogobius hanno colonizzato numerosi ambienti diversi, infatti alcune specie le possiamo trovare anche in acque a flusso lento e molto torbide che sono presenti all’interno della foresta pluviale; oppure in acque salmastre soprattutto lungo la costa.

Le specie che vivono in ruscelli e torrenti caratterizzati da forte corrente ed un’alta ossigenazione sono: Rhinogobius zhoui, Rhinogobius duospilus, Rhinogobius brunneus.

Oltre ai Rhinogobius, esistono numerosi membri della sottofamiglia dei Gabionellinae, comunemente chiamati GHIOZZI, che popolano le acque dolci, in particolar modo gli estuari dei fiumi, e rientrano in questa tipologia di pesci anche i Stiphodon e Syciopterus, piccoli gozzi dai colori incredibili, che vivono soprattutto nei piccoli corsi d’acqua molto movimentati.  Possiamo addirittura trovare dei ghiozzi endemici delle acque nostrane, i Padogobius, che popolano le acque fredde dei ruscelli nel Nord Italia.

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Stiphodon-percnopterygionus-male-13

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Anche i Rhinogobius, in modo simile ai Balitoridi, vivono sul fondale dei corsi d’acqua; l’habitat ideale per questi pesci è rappresentato da acqua limpida e con una buona corrente che favorisce l’ossigenazione, fondale in prevalenza sabbioso con numerose rocce che fungono da nascondiglio per i ghiozzi e permettono la suddivisione in più territori. Sono pesci che necessitano di un acquario dedicato, che rispecchi determinate condizioni; anche l’alimentazione si basa quasi esclusivamente su cibo vivo o congelato, in particolare larve di insetti, chironomus, artemia, grindal, ecc.

Altri Cobidi che prediligono acque ben movimentate sono i Garra, ed i Botia; ma non ci sono solamente pesci da fondo, anche molti Ciprinidi vivono in acque veloci, fra i più noti ci sono i Tanichtys albonubes, diverse specie di Danio, e Devario.

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I Tanichtys albonubes sono piccoli Ciprinidi originari della provincia di Guangdong sulla costa meridionale della Cina; vivono anche loro in ruscelli montuosi con acqua limpida e in presenza di  corrente sostenuta,  e sono soprattutto predatori di piccoli insetti, larve e microfauna che trovano disponibile nel loro habitat. I Tanichtys albonubens riescono a tollerare anche temperature molto basse, fino a 5-6 gradi. Sono pesci di gruppo, quindi devono essere necessariamente allevati in banchi di 8-10 esemplari almeno, per essi è necessario un acquario di 70-80 litri, con acqua fresca, una buona vegetazione ed un costante movimento superficiale che favorisca l’ossigenazione dell’acqua. In genere possono anche essere tenuti in vasche all’aperto, anche nel periodo invernale, soffrono però le temperature estive, e bisognerebbe fare attenzione che la temperatura dell’acqua non oltrepassi i 26-27 gradi.

Fatta eccezione per le alte temperature, i Tanichtys albonubes sono pesci robusti e che si adattano a diverse condizioni di valori, vivono in acqua da tenera a mediamente dura, con un pH che può variare tra 6 ed 8; seguono la stagionalità, con un intervallo di temperatura che va dai 6-7 gradi, fino a 25.

Allestire un acquario simil-biotopo, in modo che si avvicini il più possibile all’habitat dei pesci che vogliamo allevare può regalarci grandi soddisfazioni, avremo a casa nostra un angolo di natura e metteremo nelle migliori condizioni possibili i nostri pesci. Per certi versi possiamo considerare l’acquariofilia come un hobby egoista, per questo dobbiamo cercare di rispettare quanto più possibile le esigenze delle specie che scegliamo; ed attingendo informazioni sull’ambiente in cui esse vivono in natura, cercando di ricreare tale condizioni anche in acquario, per quanto ci è più possibile, è una sorta di rispetto nei loro confronti.

Le immagini di questo articolo, ed alcune delle informazioni sono state prese dal sito http://www.seriouslyfish.com/, fra i più affidabili e completi in campo acquariofilo.

 

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Gerardo Colasante
Mi chiamo Gerardo Colasante e sono "acquariofilo vero" da circa 6-7 anni, il mondo sommerso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Il mio nickname CATFISH deriva dalla mia passione per i pesci da fondo, soprattutto i Loricaridi, a cui ho dedicato alcune delle mie vasche. Da qualche anno, oltre ai Biotopi Sudamericani che mi hanno sempre appassionato, mi sono avvicinato anche ai Labirintidi e agli ambienti del Sud-est Asiatico, e ho cominciato a coltivare interesse verso i Betta, sia nelle forme ornamentali, sia per i non-selezionati.
Attualmente possiedo due coppie di HMPK, una koi e l'altra marblè, e poi una bellissima coppia di Betta albimarginata locati nel bacino del fiume Sebuku nell'est Kalimantan (Borneo).