La genetica del Betta in parole semplici

La genetica nella selezione dei nostri Betta splendens può risultare spesso un argomento molto ostico. Così tramite questo ennesimo articolo, speriamo di poter aiutare i molti che si avvicinano al Betta e alla sua selezione a scopo sportivo a prendere familiarità con i concetti basilari di genetica applicata all’allevamento del Betta. Iniziamo quindi con alcuni concetti basilari di genetica.

Per ogni organismo vivente le caratteristiche ereditarie vengono trasmesse tramite due  geni, uno materno e l’altro paterno, fin qui nulla di complicato. Ovviamente ogni organismo è costituito da milioni di queste coppie di geni. Queste coppie di geni determineranno alla fine l’aspetto fisico del nostro organismo, quindi nel nostro caso del nostro Betta.

Questo suo bagaglio genetico che ogni Betta, ed ogni organismo, si porta dentro prende il nome di genotipo. Mentre l’aspetto fisico sempre determinato dai suoi geni, ma che sarà quello manifesto nel suo aspetto è indicato come fenotipo.

Ogni caratteristica (per esempio nel Betta la coda doppia  DT o la singola S, ma anche altre caratteristiche) è espressa da un  gene che controlla il carattere  il quale può essere dominante o recessivo.

Un gene che controlla il carattere (tipo di coda o colore o altro) può esistere in due alleli, in genetica per allele si intende ogni forma vitale di DNA codificante per lo stesso gene. In altre parole, l’allele è responsabile della particolare modalità con cui si manifesta il carattere ereditario controllato da quel gene (colore tipo di coda etc).  Ogni essere vivente possiede per ciascun carattere, ovvero per ciascun gene, due alleli, ossia due copie. Ognuno dei due allei è presente su una stessa posizione (locus), su ciascuno dei due cromosomi che costituiscono una cellula. Nel caso degli organismi, come il Betta in cui la riproduzione avviene per accoppiamento, ciascuna  cellula ha in se  una coppia di cromosomi omologhi, detti diploidi (ovvero nati dopo una riproduzione “SESSUATA”, dove abbiamo la metà delle informazioni genetiche derivanti da un genitore e l’altra metà dall’altro).

Ogni caratteristica (colore , tipo di coda etc.) ha generalmente un gene  che può essere recessivo o dominante. Quando ci sono due diverse forme di un gene le forme sono chiamate alleli (vale a dire: l’allele dominante e l’allele recessivo). Se un allele, in una coppia di geni, è dominante, la coppia dominante sovrascrive la coppia recessiva. L’unico modo perché si manifesti un gene recessivo  è se ci sono due coppie entrambe recessive. Un organismo con due stesse coppie di un gene (o dominante, dominante o recessiva, recessiva) è indicato come omozigote. Quando due organismi omozigoti si incrociano i loro figli sono tutti omozigoti per quella caratteristica. Un organismo con due diverse copie di un gene (dominante, recessivo) è chiamato eterozigote. Quando due organismi eterozigoti si incrociano la metà dei loro figli è eterozigote e l’altra metà è omozigote.

Iniziate a non capirci nulla? Tranquilli, proviamo a sintetizzare il tutto con qualche esempio pratico

Prendiamo come riferimento la caratteristica della coda singola che indichiamo con (S) e la coda doppia che indichiamo con (DT)

Generalmente nel Betta la coda singola (S) è dominante rispetto alla coda doppia (DT)

Relazione tra genotipo e fenotipo

Alleli

DT + DT

S + DT

S + S

Genotipo

omozigote

eterozigote

omozigote

Fenotipo

Doppia coda

Singola coda

Singola coda

Il carattere “tipo di coda “  nel Betta splendens  è controllato come abbiamo appreso da un gene che esiste in due distinte forme (alleli) DT e S (ve ne sono altre, ma qui le riduciamo a due, ma il principio sarà il medesimo).  I tre genotipi possibili sono DT+DT,  S+S, S+DT. Il tipo di coda, quindi il fenotipo sarà una doppia coda nel caso di alleli entrambi DT mentre sarà singola coda nel caso di alleli entrambi S. indipendentemente dal rapporto di dominanza. Invece  la coda eterozigote S+DT dipende da quale allele è dominante, nel nostro caso S, quindi in tal caso si manifesterà una coda singola.

Detto in parole ulteriormente semplici. Se accoppiamo un Betta DT puro (omozigote), cioè dove il corredo genetico generazionale dei genitori è integralmente DT+DT, con un Betta splendens con coda singola puro, dove il proprio corredo genetico è interamente S+S, la prole sarà immancabilmente (S) coda singola.

A questo punto crediamo sia chiaro che quando si accoppiano due Betta, il fenotipo della loro prole  dipende dai alleli presenti nel genotipo dei genitori.

 

Prima due parole sulla tabella, la prima colonna sia verticale che orizzontale indica il corredo genetico dei soggetti che si accoppiano. Quindi  In verticale DT , dt  della prima colonna sono gli alleli di un soggetto.  In orizzontale  DT,DT saranno gli alleli di del secondo riproduttore, le caselle all’interno ci permetteranno di individuare il corredo genetico dei piccoli (indicati in nero)

Possiamo semplificare il tutto con la seguente tabella :

DT

DT

DT

DT,DT

DT,DT

DT

DT,DT

DT,DT

Alleli 100% DT,DT
genotipo 100% omozigoti
fenotipo 100% doppia coda

Così sarà evidente che se accoppiamo due Betta a coda singola omozigoti tutta la loro progenie sarà omozigote a coda singola

Come possiamo vedere nella seguente tabella:

S

S

S

S,S

S,S

S

S,S

S,S

Alleli 100% S,S
genotipo 100% omozigoti
fenotipo 100% coda singola

Se ti è chiaro quanto abbiamo fin qui appreso. Proviamo ad addentrarci ulteriormente nell’argomento. Cosa succede, se accoppiamo un Betta a coda doppia con uno a coda singola ?

Vediamolo nella seguente tabella :

S

S

DT

S,DT

S,DT

DT

S,DT

S,DT

Alleli 100% S,DT
Genotipo 100% eterozigote
Fenotipo 100% coda singola

Facciamo un ulteriore passo avanti. Supponiamo adesso di accoppiare un soggetto a coda singola ma eterozigote con un altro soggetto a coda singola sempre eterozigote ?

S

DT

S

S,S

S,DT

DT

S,DT

DT,DT

alleli 25% S,S, 25%DT,DT, 50% S,DT
genotipo 50% omozigote  50% eterozigote
fenotipo 75% S coda singola ; 25% coda doppia

A questo punto potete esercitarvi all’infinito utilizzando il metodo delle caselle qui indicato, per poi fatta un po’ di pratica provare con una bella coppietta di Betta. I principi di genetica qui indicati ovviamente so applicabili a tutte le caratteristiche genetiche  di un Betta.

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Massimo Butera
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