Il Puntius titteya viene anche chiamato Barbo ciliegia per la colorazione rossa della sua livrea, soprattutto i maschi nel periodo riproduttivo accentuano la loro colorazione ed appaiono di un rosso intenso. Esso è un piccolo Ciprinide con abitudini gregarie, deve per questo essere allevato in gruppi numerosi. Ha un comportamento pacifico e tranquillo, nulla a che vedere con il Puntius tetrazona, che è molto più aggressivo. Questo Ciprinide è adatto ai neofiti, per scopi commerciali sono state create diverse varietà fra cui gli albini ed i super-red.


DESCRIZIONE

Questo barbo presenta il corpo affusolato, e non tozzo come il tetrazona, le pinne sono arrotondate e la coda è bilobata. La livrea delle femmine è meno colorata, esse hanno una colorazione grigio-rossastra, con il dorso più scuro e che presenta dei riflessi verdastri. Dalla bocca, attraverso l’occhio e lungo tutto il corpo fino alla coda passa una linea orizzontale bruna, sopra questa linea c’è una fascia dorata. Le pinne sono rosse. I maschi, soprattutto durante l’accoppiamento, hanno una colorazione rossa molto più intensa. La taglia di questi Ciprinidi è circa 5 cm.

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DISTRIBUZIONE ED HABITAT

Il Puntius titteya è originario dello Sri Lanka, ed è presente nel bacino dei fiumi Kelani e Nilwala, che attraversano la foresta pluviale e sono sottoposti ad una grande quantità di piogge che cadono durante la stagione dei Monsoni. Il clima di quest’area geofrafica si mantiene abbastanza costante durante tutto l’anno, la temperatura non scende sotto i 24-25 gradi e il tasso di umidità è piuttosto alto. Questo clima favorisce lo sviluppo fiorente della foresta equatiorale, la quale a sua volta condiziona la chimica delle acque che scorrono in quell’area.

I ruscelli incontaminati che scorrono all’interno della foresta pluviale sono caratterizzati da acqua leggermente ambrata, tenera e con un pH abbastanza acido; il materiale organico che si deposita sul fondo contribuisce a mantenere il pH basso grazie al rilascio di acidi umici e tannini.

Oggi gran parte della foresta è stata cancellata per far posto all’agricoltura, gli stessi corsi d’acqua sono stati drenati e ciò ha messo a rischio le popolazioni selvatiche del Puntius titteya; tanto è vero che le importazioni di esemplari selvatici ormai sono quasi nulle, e tutti gli esemplari che troviamo nel commercio acquariofilo sono di allevamento.

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ALLEVAMENTO

Come detto i Puntius titteya sono pesci gregari, che devono essere allevati in gruppo; dobbiamo tenere almeno 8-10 esemplari e come acquario di base possiamo usare una vasca di circa 80 litri. Per creare un ambiente adatto, simile al loro habitat in natura, possiamo inserire varie piante soprattutto galleggianti che servono a schermare la luce sul fondo, possiamo anche introdurre dei legni, e formare una specie di lettiera sul fondo con foglie di catappa, o foglie di quercia essiccate. Le foglie di catappa contribuiscono ad abbassare il pH ed ambrare l’acqua, rilasciando acidi umici e tannini.

Il flusso d’acqua non deve essere eccessivamente forte, ne l’acqua troppo scura. Gli esemplari selvatici dovrebbero essere allevati esclusivamente in acqua tenera ed un pH intorno a 6; mentre la maggioranza degli esemplari di allevamento possono stare anche in acqua di media durezza e pH intorno a 7. I valori devono essere: KH 3-8, pH 6-7.3, e temperatura di 24-27 gradi. Se abbiamo intenzione di realizzare un acquario asiatico di comunità con un gruppo di Barbi ciliegia, possiamo inserire come compagni di vasca sia degli Anabantoidei, sia pesci da fondo tranquilli come Pangio, piccoli Botia, Crossocheilus siamensis, ecc.

ALIMENTAZIONE

I Puntius titteya sono sostanzialmente onnivori, sono micropredatori che si nutrono di piccoli invertebrati, ma apprezzano anche le alghette, comprese le diatomee. In acquario devono avere un’alimentazione varia, accettano senza problemi il cibo secco e poi possiamo integrare la loro dieta sia con cibo vivo e congelato come dafnie, chironomus e artemia salina, sia con un po di verdura sbollentata come i piselli sbucciati.

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RIPRODUZIONE

Il dimorfismo sessuale è abbastanza evidente solo nei pesci adulti, possiamo notare delle differenze che riguardano soprattutto la corporatura e la colorazione della livrea; infatti i maschi sono più piccoli e più snelli delle femmine, ed hanno nettamente un colore più rosso che si accentua ancora di più in riproduzione.

La riproduzione in acquario dei Puntius titteya non è molto difficile, più complicato è permettere agli avannotti di crescere all’interno della vasca con gli adulti. Infatti i Puntius pentazona, come molti altri Ciprinidi, non effettuano alcuna cura parentale, ma le uova deposte vengono sparse ed abbandonate nella vegetazione. In vasca principale parte degli avannotti potrebbero salvarsi solo se ci fossero molte piante, ottimi per proteggere le uova sono i cuscinetti di muschio.

Per ottenere i migliori risultati però dobbiamo necessariamente allestire una vaschetta a parte per la riproduzione, va bene un 30-40 litri. I valori dell’acqua devono essere leggermente acidi, per cui il pH dovrebbe essere fra 6.5 e 7, l’illuminazione deve essere bassa, e possiamo mettere un aeratore per ossigenare bene l’acqua; inoltre possiamo inserire qualche pianta galleggiante come degli steli di Ceratophyllum. Sul fondo della vaschetta va messa una rete di separazione per proteggere le uova. Quando in acquario ci accorgiamo che i Puntius compiono i rituali del corteggiamento, e le femmine appaiono vistosamente più gonfie, allora possiamo prendere una o due coppie di pesci e metterle all’interno della vaschetta. Solitamente la deposizione avviene al mattino presto, una volta che sul fondo si sono depositate le uova, allora gli esemplari adulti vanno subito tolti, e si deve attendere circa 24-48 ore per la schiusa. Le larve neonate impiegano circa 24 ore per riassorbire il sacco vitellino ed iniziare il nuoto libero, a questo punto possiamo cominciare ad alimentarle. I primi giorni gli avannotti sono molto piccoli e devono essere alimentati solo con infusori, dopo di che possiamo dare i naupli di artemia e microworms. Bisogna alimentare gli avannotti almeno 2-3 volte al giorno, con piccolissime porzioni per non inquinare troppo l’acqua.

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Gerardo Colasante
Mi chiamo Gerardo Colasante e sono "acquariofilo vero" da circa 6-7 anni, il mondo sommerso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Il mio nickname CATFISH deriva dalla mia passione per i pesci da fondo, soprattutto i Loricaridi, a cui ho dedicato alcune delle mie vasche. Da qualche anno, oltre ai Biotopi Sudamericani che mi hanno sempre appassionato, mi sono avvicinato anche ai Labirintidi e agli ambienti del Sud-est Asiatico, e ho cominciato a coltivare interesse verso i Betta, sia nelle forme ornamentali, sia per i non-selezionati.
Attualmente possiedo due coppie di HMPK, una koi e l'altra marblè, e poi una bellissima coppia di Betta albimarginata locati nel bacino del fiume Sebuku nell'est Kalimantan (Borneo).