La riproduzione del Betta splendens

Viste le tante richieste voglio qui di seguito descrivere la tecnica per riprodurre con successo il nostro Betta splendens. Prima di tutto voglio fare una premessa. ATTENZIONE, perché ci sono diverse “ filosofie di pensiero “ intorno al metodo corretto di riproduzione del Betta splendens, quello che viene descritto qui è il “mio” metodo, il quale ha avuto sempre successo con un bassissimo tasso di mortalità degli avannotti ed un alta percentuale di schiusa delle uova.

Sicuramente non sono il solo in Italia che ha successo nella riproduzione del betta splendens, pertanto sono certo che anche altri metodi hanno sicuro successo nella riproduzione del betta. Tuttavia consiglio vivamente a chi decidesse di seguire i miei suggerimenti in fatto di riproduzione di astenersi dal miscelare una tecnica ( in questo caso la mia ) con un’altra tecnica descritta da un’altra parte, perché se non si ha chiaro in testa che cosa si sta facendo si potrebbe invalidare un intero processo di accoppiamento. Personalmente dalla mia esperienza ritengo che i betta non fanno tante “moine” nell’accoppiarsi e scoprirete leggendo la mia esperienza che è vero tutto ed il contrario di tutto, ma non perché le varie descrizioni sono imprecise, ma semplicemente perché la vita prevale su tutto ed il betta si riproduce nelle condizioni più avverse e diverse.

 

Cosi voglio iniziare a raccontarvi della mia prima esperienza in cui ho riprodotto dei betta splendens. Avevo scelto con cura una coppi di riproduttori VT rossi, li sistemai in una vasca di circa 50 litri provvista di piante galleggianti, cosi assistetti a tutto il rituale di accoppiamento che si protrasse per un giorno intero e benchè il maschio avesse creato un abbondante nido di schiuma non vidi mai la femmina accoppiarsi e deporre le uova. Fin quando mi accorsi circa due giorni dopo che il maschio aveva ucciso la femmina a morsi, la mia delusione fù talmente tanta che presi il maschio lo buttai nella mia vasca di comunità , staccai la spina della mia improvvisata vasca di riproduzione e la abbandonai, era pieno inverno senza riscaldamento senza filtro senza luce, soltanto diversi giorni dopo quando la mia delusione si andava affievolendo decisi di pulire l’acquario per tentare un altro accoppiamento, accesi la luce è…..il miracolo della vita si era compiuto ! !, nella vasca si vedevano una trentina di piccoli betta che avevano quasi completamente esaurito il sacco vitellino e nuotare in ottima salute. Da li tentai di crescere questi piccoli, e ne riuscì a crescere 5 che nonostante tutto sopravvissero diventando 3 maschi fantastici e due femmine. 

Detto questo è chiaro che se vogliamo parlare di allevamento professionale e di successo, non possiamo affidarci come nel mio caso alla dea bendata, ma dobbiamo codificare una tecnica che nelle nostre condizioni ambientali ci dia il successo nel nostro allevamento, che sarà tale quando il nostro metodo risulterà efficace nel tempo e produttivo mantenendo in vita il più alto numero di avannotti.

Iniziamo così la nostra codificazione partendo dalla scelta della vasca ideale. Io utilizzo delle vasche completamente in plastica collegate al mio impianto centralizzato di filtraggio da un doppio scarico uno posto a pelo d’acqua quindi intorno ai 20 cm dal fondo ed un altro posto a 10 cm dal fondo, il ricambio di acqua è garantito da un tubicino che collegato alla condotta centrale porta acqua nella vasca tramite un rubinetto per dosare l’ingresso d’acqua che comunque è sempre molto lento sia in mantenimento che in allevamento. La capacità nominale della vasca è di circa 20 litri, non vi tengo alcun tipo di fondo, se non un coperchio di plastica con un grosso foro al centro ( poi capirete a cosa serve ) ed un pezzo di tubo di plastica sul fondo della vasca.

Betta Splendens Accoppiamento

Detto questo passiamo all’acqua per la riproduzione. Io, che che ne dicano certuni utilizzo acqua d’osmosi tagliata al 50% con acqua di sorgente. Sostanzialmente ne risulta un acqua molto tenera con un ph di poco inferiore a 7 ma ricca di oligoelementi, non uso decloranti di nessun tipo. Apriamo qui una parentesi ho allevato e riprodotto Betta con valori di acqua ben diversi sia acida che alcalina, tuttavia benché l’accoppiamento non presentasse alcuna difficoltà, non era cosi per le uova che asseconda dei valori non si schiudevano o questo avveniva in quantità molto limitate. Pertanto sulla base della mia lunga esperienza ritengo che questo tipo di acqua mi dia i migliori risultati sia in termini di allevamento che di riproduzione. Io ho un impianto di filtraggio unico pertanto i valori e la temperatura dell’acqua risultano omogenei in tutte le vasche, sia quelle di mantenimento e sia quelle d’allevamento.

Betta Crow Femmina Butera

Alcuni dedicano molto tempo alla preparazione dei riproduttori. Premesso che è molto importante che i riproduttori siano in saluto, generalmente io scelgo i due soggetti che si dovranno accoppiare sulla base di due ipotesi :

1. Se accoppio con l’unico scopo di avere soggetti da vendere sul mercato ( generalmente i VT ) prendo un maschio vigoroso e giovane ed una femmina che presenta il ventre gonfio di uova, metto il maschio nella vasca di riproduzione, la femmina in una vasca vicina affinchè si possano osservare, lascio che si osservino per un paio di giorni nel frattempo aumento le proteine nella loro dieta, in estate do loro larve di zanzara, io addirittura do loro piccoli di Guppy, qualcuno sconsiglia questa pratica riferendo che questo accresce nel maschio l’istinto predatorio verso i piccoli, personalmente non trovo alcun collegamento tra le due cose, anzi….voglio approfondire l’argomento in inseguito.

avannotti betta

2. ipotesi d’allevamento è legata alla selezione dei betta show, in questo caso potrebbe succedere che scelgo di accoppiare due soggetti a motivo delle loro caratteristiche fisiche , quindi potrebbe succedere per esempio che una femmina non è pronta per accoppiarsi, non presenta il ventre gonfio di uova. In questo caso vi è da parte mia un vero e proprio procedimento di preparazione dei due soggetti. Fondamentalmente le cose che faccio sono le medesime del caso precedentemente esposto, però ovviamente si dilatano i tempi. Dopo che i pesci sono stati in vasche adiacenti per almeno una settimana se vedo che la femmina non inizia a presentare il ventre gonfio( evento raro, solitamente hanno sempre il ventre gonfio di uova !), metto insieme i due soggetti, in una vasca di comunità, dove ho messo delle criptocorine in abbondanza quasi a foresta, alcuni coriadoras, una decina di neon, un ampullaria, e lascio che inizino il loro rituale d’accoppiamento che si “inseguano” sotto osservazione per alcuni giorni, questo metodo si mostra molto efficace, generalmente la femmina in pochissimo tempo mostra il ventre gonfio di uova. A volte lascio che sia un maschio diverso da quello che utilizzerò nell’accoppiamento che stimoli la femmina, questo per evitare di stressare il maschio che poi dovrà allevare i piccoli.

Bene, ottenuti i due soggetti che si dovranno accoppiare , li metto in vasche adiacenti, il maschio inizia fin da subito a realizzare il suo nido di schiuma, sotto o del polistirolo, oppure uso anche della riccia fluvitans che è eccellente come substrato per impedire che questa pianta vada in giro per la vasca inserisco queste in un anello di plastica posto in superficie dove il maschio realizza il suo nido di schiuma cosi che rimane protetto dalle correnti sia pure leggere del filtro a percolazione, che nelle vasche di riproduzione viene quasi spento.

Quando il nido è pronto prendo la femmina e la inserisco in vasca con il maschio, lo faccio generalmente di pomeriggio, personalmente solo per una questione pratica perché poi ho il resto della serata per monitorare la coppia, anche se generalmente perché io possa assistere all’accoppiamento passano diversi giorni (da 2 fino a 6 ). Una nota potrebbe capitare ( come spessissimo capita a me ) che non vedete l’accoppiamento dei due soggetti, che questo sia avvenuto potrete costatarlo dal cambio repentino di atteggiamento del maschio verso la femmina, questo diventerà molto minaccioso, e la scaccerà con insistenza e ronzerà con la stessa insistenza intorno al nido preoccupandosi di tenerlo in buone condizioni, recuperare le uova che cadono per rimetterle nel nido, qui generalmente utilizzo il metodo classico che leggo un po’ anche da altre parti, cioè lascio che il maschio si prenda cura delle uova e dei piccoli fino al 4/5 giorno, cioè fino all’esaurimento del sacco vitellino per poi toglierlo dalla vasca. A volte però tolgo già il secondo giorno il maschio senza aspettare la schiusa delle uova, e basso sensibilmente il livello dell’acqua nella vasca da 20 lo faccio scendere fino a 10 cm anche meno, ritengo che questo sia opportuno per aiutare i piccoli che di li a poco si schiuderanno a raggiungere la superficie. Generalmente la schiusa dei piccoli avviene regolarmente senza perdite significative, e mentre con questo metodo noto una perdita maggiore durante la prima fase di accrescimento, questa rispetto al metodo classico si riduce nella seconda fase, cioè dopo che il sacco vitellino si è esaurito, penso che questo sia dovuto ad una qualità migliore dell’acqua dove crescono i piccoli.

Cosi adesso se tutto procede per il meglio avete la vostra vasca di riproduzione piena di piccoli di betta splendens, verso il 5 giorno a causa dell’esaurimento del sacco vitellino inizieremo ad alimentare i nostri piccoli con Naupli di artemia appena schiusi o meglio ancora con rotifere.

In questa fase la principale insidia per i piccoli è l’inquinamento dell’acqua. Io personalmente adotto un sistema sofisticato per assicurare una buona qualità dell’acqua, lascio il filtro accesso con le valvole chiuse al 70% coprendo lo scarico con un batuffolo di ovatta, che sostituisco o pulisco due volte al giorno, poi ogni due giorno pulisco il fondo con una cannula, con questo sistema mantenendo la qualità dell’acqua si standard molto elevati.

avannotto

Il filtraggio tra l’altro si apre e si chiude ad intervalli regolari tra le varie somministrazioni di cibo che avvengono almeno 4 volte al giorno, sarebbe ancora meglio se fossero 5 o 6 ma i miei tempi di lavoro non me lo permettono.

Lentamente vedremo cosi i nostri betta crescere, io al secondo mese aggiungo alla loro alimentazione del mangime secco per avannotti, senza mai privarli delle rotifere, i piccoli già al terzo mese risulteranno così completamente formati e saranno pronti per essere separati ed immessi nelle nostre vasche di accrescimento di circa 2/3 libri, dove potranno crescere fino al 6 mese per poi essere selezionati.

Cosi spero di aver descritto efficacemente il procedimento per l’allevamento di successo del betta secondo “Massimo” ( ovviamente ) .

Pregherei tutti coloro che desiderassero fare domande sull’argomento di contattarci sul forum

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Massimo Butera
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