Il Trichogaster lalius, in passato chiamato Colisa lalius, è un ANABANTOIDAE, che fa parte della famiglia degli Osphronemidae, ed appartiene alla sottofamiglia dei Luciocephalinae.

Conosciuto anche come Gourami nano, sicuramente è uno dei pesci più comuni del biotopo asiatico, e cosi come le altre specie appartenenti alla famiglia degli Anabantidi, possiede un organo interno chiamato labirinto che gi permette di assumere direttamente l’ossigeno dall’atmosfera; questa capacità è molto importante per garantire la sopravvivenza di quelle specie che vivono soprattutto in zone paludose, dove la saturazione di ossigeno dell’acqua è bassissima. Il labirinto, presente a livello delle branchie, è formato da una serie di lamelle ripiegate ed è molto vascolarizzato, in questo modo l’ossigeno assunto attraverso l’ingestione di aria dalla bocca, arriva a quest’organo e per diffusione può passare direttamente nei capillari sanguigni. Allo stesso modo, l’anidride carbonica formatasi come scarto metabolico, può diffondere dai capillari al labirinto, e viene poi espulsa con la respirazione.

DESCRIZIONE

Il Trichogaster lalius presenta un corpo schiacciato, le due pinne ventrali sono filiformi, mentre la pinna dorsale cosi come la pinna anale hanno una forma allungata, e si congiungono entrambe verso coda in modo da formare una specie di ventaglio. La colorazione della livrea è abbastanza varia e solitamente presenta sfumature rosse ed azzurre. I maschi sono leggermente più grandi e raggiungono gli 8-9 cm, le femmine restano sui 7 cm.
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DISTRIBUZIONE ED HABITAT

Questi pesci sono distribuiti soprattutto in Pakistan, India settentrionale e Bangladesh. L’habitat ideale per i Trichogaster lalius è rappresentato da acque a flusso molto lento e ricche di vegetazione. Solitamente li possiamo trovare in piccoli stagni, zone palustri, lacune ed anche canali di irrigazione. L’abbondante vegetazione acquatica rappresenta una condizione ideale sia per offrire riparo ai pesci, sia per fornire loro un’abbondante alimentazione fatta di piccoli invertebrati ed alghe.

ALLEVAMENTO

Generalmente sono pesci abbastanza tranquilli, anche se sarebbe meglio non avere più maschi insieme perchè possono manifestare una certa aggressività fra loro. L’ideale sarebbe avere un maschio con 2-3 femmine, in una vasca ben piantumata per limitare il contatto visivo. L’acquario di base deve essere 60-80 litri, allestito con molte piante anche galleggianti, e con un’illuminazione non troppo eccessiva; molto importante è che la vasca sia chiusa, in modo che sotto il coperchio si formi aria caldo-umida. Se al contrario, la vasca fosse aperta, allora c’è il rischio che questi labirintidi possano respirare aria troppo fredda che può causare un loro indebolimento e conseguenti malattie. Inoltre, molto importante è anche mantenere un flusso d’acqua molto lento, in modo da permettere ai maschi di formare il nido di bolle. I valori dell’acqua devono essere abbastanza teneri, soprattutto se stiamo allevando specie wild che vivono in acque ricche di tannini ed acide; il KH deve essere fra 3-7, il pH fra 6-7.2, la temperatura di 23-27 gradi. Ideali compagni di vasca possono essere pesci dal comportamento molto tranquillo, che non disturbino troppo i Trichogaster, come un gruppo di rasbore e dei pesci da fondo come Pangio, o altri piccoli Cobiti.

ALIMENTAZIONE

Il Trichogaster lalius è essenzialmente un pesce onnivoro, che in natura si nutre di piccoli invertebrati e dell’aufwuchs (copertura algale sui sassi). In acquario generalmente accettano senza problemi il cibo secco, inoltre possiamo variare la loro dieta anche con del cibo congelato o del vivo come chironomus ed artemia, molto valido soprattutto per stimolare la riproduzione, e un po di verdura lessata.

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RIPRODUZIONE

Il dimorfismo sessuale diventa evidente soprattutto nei pesci adulti; i maschi sono normalmente più grandi delle femmine ed hanno una colorazione più intensa. Anche la forma più appuntita della pinna dorsale ed anale sono un ottimo carattere di distinzione. La riproduzione in acquario non è troppo difficile; cosi come per altri Anabantidi, la riproduzione avviene attraverso la formazione del nido di bolle. Per facilitare il compito del maschio dobbiamo avere un flusso d’acqua molto lento, ed anche le piante galleggianti possono fornire un buon supporto per evitare che tale nido di sgretoli. Per invogliare la riproduzione possiamo fornire ai pesci del cibo vivo, oppure del congelato; l’accoppiamento si verifica sotto il nido di bolle ed avviene con il classico abbraccio, metodo utilizzato da tutti i membri della famiglia Osphronemidi.

Il maschio con il corpo avvolge la femmina e la spreme, facendo fuoriuscire una parte delle uova, nel frattempo esso le feconda; le uova restano in sospensione, vengono prese dal maschio e poste all’interno del nido. La deposizione completa richiede più accoppiamenti, le uova vengono rilasciate poco alla volta, ed una volta terminato il processo, la femmina ha esaurito il suo compito, e viene cacciata via; a questo punto potremmo anche pensare di toglierla dalla vasca perchè il maschio è molto aggressivo. In genere vengono prodotte 500 -1000 uova, la schiusa avviene in poco tempo, generalmente nell’arco di 20-30 ore. Dopo di che le larve impiegano 4-5 giorni per riassorbire il sacco vitellino e cominciare il nuoto libero, a questo punto possiamo cominciare ad alimentare gli avannotti, la prima settimana sono molto piccoli e possiamo usare degli infusori; poi possiamo continuare con naupli di artemia e microworms da somministrare 2-3 volte al giorno, in piccole porzioni. Quando gli avannotti cominciano il nuoto libero sarebbe meglio allontanare anche il maschio dalla vasca, in modo che non possa interferire.

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Gerardo Colasante
Mi chiamo Gerardo Colasante e sono "acquariofilo vero" da circa 6-7 anni, il mondo sommerso mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Il mio nickname CATFISH deriva dalla mia passione per i pesci da fondo, soprattutto i Loricaridi, a cui ho dedicato alcune delle mie vasche. Da qualche anno, oltre ai Biotopi Sudamericani che mi hanno sempre appassionato, mi sono avvicinato anche ai Labirintidi e agli ambienti del Sud-est Asiatico, e ho cominciato a coltivare interesse verso i Betta, sia nelle forme ornamentali, sia per i non-selezionati.
Attualmente possiedo due coppie di HMPK, una koi e l'altra marblè, e poi una bellissima coppia di Betta albimarginata locati nel bacino del fiume Sebuku nell'est Kalimantan (Borneo).